Vincent van Gogh – La mietitura (1888)

Posted on Apr 21, 2017 in Arte e dintorni, Blog, Pittura | 30 comments

Vincent van Gogh – La mietitura (1888)

Vincent van Gogh - La mietitura

Vincent van Gogh – La mietitura (1888)

Marina Novelli
wwww.marinanovelli.it

“La Mietitura” e’ un’opera facente parte della serie dei “campi di grano” dipinti da Van Gogh tra il 12 ed il 20 Giugno 1888, dopo che un’improvvisa e violenta tempesta devasto’ il raccolto.
Egli era solito dipingere dal vero, en plain-air, sotto il sole cocente, riuscendo magistralmente ad imprimere sulla tela l’assolata atmosfera dell’estate che, a differenza della primavera non e’ mai stata facile trasporre sulla tela; in questo quadro invece, il blu del cielo sereno, contrasta con il colore biondo-arancio dorato del grano di Crau, ritraendo cosi’ un tipico paesaggio estivo…un paesaggio luminoso, splendente, corrusco!
Durante i miei vent’anni, ho vissuto in Olanda, ad Amsterdam, sollecitata…o forse ispirata, da alcune letture della mia infanzia-adolescenza, come ad esempio “Pattini d’argento” e ne cercavo quindi le atmosfere. All’epoca, l’amore che avevo per Van Gogh era davvero immenso, al punto che spesso trascorrevo le mie mattinate allo Stadelijk Museum, che mirabilmente ospitava – ed ospita ancora! – le tele dell’insigne maestro…gia’ allora, sapientemente illuminate. Mattinate di inenarrabile stupore!
Emozioni mai dimenticate!
Il tormento e la disperazione insite nelle sue opere, mi attraevano come una calamita…i suoi cieli turbinosi…le sue pennellate dense, corpose…i suoi colori brillanti…e sofferti!
In questo dipinto invece, il campo di grano ci appare come un paesaggio pacato, non drammaticamente vibrante come in altre opere…sembra quasi di sentire l’afa ed il canto delle cicale!
Con Van Gogh e’ iniziato il dramma dell’artista escluso dalla societa’ che, non apprezzando il suo lavori, ne fa un disadattato…un emarginato; egli infatti si interroga, nelle sue opere e nel suo modo di vivere, sul significato dell’esistenza, della ragione dell’essere al mondo.
Il fatto di essere pittore non per “vocazione”, ma per “disperazione”, mi ha sempre affascinata…superato il traguardo di esprimersi con un linguaggio “tutto suo”…creando uno “stile”.
Guardando attentamente il quadro, come posso non ricordare quando, d’estate, raggiungevo i parenti in campagna con mio padre, restando incantata dal colore rosso della terra, le corse nei campi, e sotto il pergolato i pasti semplici…ma ricchi di armonia…di amore! Ho l’impressione che Van Gogh, in questa sua opera, non miri a rappresentare il paesaggio nella sua superficialita’, ma ogni pennellata e’ stata data con il preciso intento di rappresentare il suo contenuto essenziale: la vita!🌼🌸🌞🌸🌼

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30 Comments

  1. “La Mietitura” e’ un’opera facente parte della serie dei “campi di grano” dipinti da Van Gogh tra il 12 ed il 20 Giugno 1888, dopo che un’improvvisa e violenta tempesta devasto’ il raccolto.
    Egli era solito dipingere dal vero, en plain-air, sotto il sole cocente, riuscendo magistralmente ad imprimere sulla tela l’assolata atmosfera dell’estate che, a differenza della primavera non e’ mai stata facile trasporre sulla tela; in questo quadro invece, il blu del cielo sereno, contrasta con il colore biondo-arancio dorato del grano di Crau, ritraendo cosi’ un tipico paesaggio estivo…un paesaggio luminoso, splendente, corrusco!
    Durante i miei vent’anni, ho vissuto in Olanda, ad Amsterdam, sollecitata…o forse ispirata, da alcune letture della mia infanzia-adolescenza, come ad esempio “Pattini d’argento” e ne cercavo quindi le atmosfere. All’epoca, l’amore che avevo per Van Gogh era davvero immenso, al punto che spesso trascorrevo le mie mattinate allo Stadelijk Museum, che mirabilmente ospitava – ed ospita ancora! – le tele dell’insigne maestro…gia’ allora, sapientemente illuminate. Mattinate di inenarrabile stupore!
    Emozioni mai dimenticate!
    Il tormento e la disperazione insite nelle sue opere, mi attraevano come una calamita…i suoi cieli turbinosi…le sue pennellate dense, corpose…i suoi colori brillanti…e sofferti!
    In questo dipinto invece, il campo di grano ci appare come un paesaggio pacato, non drammaticamente vibrante come in altre opere…sembra quasi di sentire l’afa ed il canto delle cicale!
    Con Van Gogh e’ iniziato il dramma dell’artista escluso dalla societa’ che, non apprezzando il suo lavori, ne fa un disadattato…un emarginato; egli infatti si interroga, nelle sue opere e nel suo modo di vivere, sul significato dell’esistenza, della ragione dell’essere al mondo.
    Il fatto di essere pittore non per “vocazione”, ma per “disperazione”, mi ha sempre affascinata…superato il traguardo di esprimersi con un linguaggio “tutto suo”…creando uno “stile”.
    Guardando attentamente il quadro, come posso non ricordare quando, d’estate, raggiungevo i parenti in campagna con mio padre, restando incantata dal colore rosso della terra, le corse nei campi, e sotto il pergolato i pasti semplici…ma ricchi di armonia…di amore! Ho l’impressione che Van Gogh, in questa sua opera, non miri a rappresentare il paesaggio nella sua superficialita’, ma ogni pennellata e’ stata data con il preciso intento di rappresentare il suo contenuto essenziale: la vita!

    • Huao!… che dire Marina… sono affascinato da come le tue pennellate letterarie mi illustrano quello che ho vissuto nel guardare il dipinto! Mi aveva colpito proprio per il senso di vita “normale” che evoca… ma non sapevo che era così difficile raccontare l’estate nei suoi “forti” ed intensi colori!… e che “Vita” racconta… grazie!!!!!

    • Van Gogh, oltre ad un indiscusso senso creativo ha avuto una gran fortuna…un “fratello” che lo ha sempre aiutato economicamente tanto da potersi permettere qualsiasi “follia artistica”. Cmq…l’Arte e’ un divenire e questa serie di opere ne sono la prova inconfutabile…tutto il resto e’ storia!…Certamente lui non ha mai saputo – ne’ pensato! – che sarebbe diventato “immortale”!

    • Concordo in pieno… ancora grazie Marina!

    • Ancora… StraGrazie e a te!!!🌼🌸🌞🌸🌼

    • Marina Novelli, hai una capacità indescrivibile. Quella di trasmettere il tuo sapere intrecciando la tua passione e che mi fa vedere l’arte con occhi nuovi. Grazie,!!

    • Sisisisisisisisisisi! È proprio come scrivi te Daniela!

    • Da queste descrizioni si riesce quasi a percepire la vita di Marina Novelli. …

    • Vero….

    • Daniela Ceppatelli carissima, ti assicuro che “il mio sapere” e’ molto limitato…quasi carente, la mia “passione” invece e’ immensa! Mi lusinga sapere di riuscire a portarti, quasi per mano, a vedere l’arte con occhi nuovi. Spesso per chi fa arte, oltre ad essere una “esigenza” e’ anche una “consolazione”…una magnifica ed insostituibile consolazione!🌼🌸🌞🌸🌼Grazie di cuore!❤🎨❤

    • Complimenti Marina le tue spiegazioni sono talmente belle che quando le leggo mi sembra di essere dentro il quadro.. è una sensazione che non so spiegare… grazie Marina e grazie a te Franco che proponi anche opere d arte che per una ignorante in materia come me mi lasciano senza fiato

    • Hai proprio ragione Rosanna! Marina riesce a far “vivere” dentro la bellezza del dipinto!

    • Grazie di cuore, Rosanna Turetta…mi riempi davvero di soddisfazione!🌼🌸🌞🌸🌼

  2. Del primo Van Gogh ho visto i due quadri trafugati un po di anni fa, in mostra a Napoli per un mese, devo dire che ne sono rimasto deluso

  3. Bambina.. campi di girasoli.. vigneti.. piante di fichi.. cicale che cantano.. questo mi ha evocato il dipinto.. mi piacevano quelle estati!!

  4. Splendido, magistrale. Ti fa cogliere il caldo, il sole il biondo del grano ed il vento che lo rende simile ad onde di un mare dorato ❤ Sono rimasta davanti alle sue opere un tempo infinito, la sua lucida follia è affascinante

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