P.E.A.C.E. – Lou Marinoff – 3° Analisi

Posted on Apr 26, 2017 in Blog, Riflessivo | 28 comments

P.E.A.C.E. – Lou Marinoff – 3° Analisi

P.E.A.C.E. - Lou Marinoff - 3°

Buongiorno.
Terzo appuntamento con il procedimento P.E.A.C.E di Lou Marinoff in “Platone è meglio del Prozac”.
Stamani vediamo la parte dell’Analisi

Il suo suggerimento è “la persona enumera e valuta le sue opzioni di soluzione al sistema. Una soluzione ideale definirebbe sia gli aspetti esterni (il problema) sia quelli interni (le emozioni suscitate dal problema), ma non è detto che una soluzione ideale sia attuabile.”

Quindi, sono di fronte ad un problema e mi domando… “Che cosa posso fare in merito?”
Generalmente si inizia a valutare il tutto per analogie (cose simili che mi sono successe in passato, oppure successe ad amici, parenti, ecc.). Se abbiamo la “fortuna” che il problema si sia presentato in passato e lo abbiamo risolto il gioco è fatto… ma se così non è?
Qui allora può diventare importante aver “compreso” le emozioni…
Cosa significa in questo contesto?

Vediamo un esempio che riporta Marinoff
“Il grande violoncellista Paolo Casals un giorno si ruppe un braccio mentre sciava e per sei settimane dovette portare il gesso. Il suo problema era evidente: il braccio immobilizzato gli rendeva impossibile rispettare gli impegni e interrompeva la sua carriera. La sua reazione emozionale probabilmente fu un misto di frustrazione, ansia, disperazione, depressione e paura. La sua analisi gli prospettò le inevitabili complicazioni: cancellare o rimandare concerti, sottoporsi a cure mediche e riabilitative, parlare con il suo agente, rifare contratti, sottoporsi a controlli clinici una volta guarito, e altro ancora.
Paolo Casals tenne una conferenza stampa per rendere nota la situazione ai suoi fans. I cronisti convocati si aspettavano magari di trovarlo in preda allo sconforto, e invece lo videro pieno di gioia. Gli chiederò il perché di tanta felicità e la sua risposta suonò: «Perché adesso non ho bisogno di esercitarmi.”

In questo caso, l’aver “riconosciuto” ed “elaborato” le emozioni, può portare ad avere il “giusto” distacco per vedere la situazione da un altro punto di vista. Ovvio che il problema di Casals non era quello di “dover” fare per forza i concerti per problemi economici…

È comunque importante, in questo punto, far correre l’immaginazione e non fermarsi al primo “ostacolo”. Molte volte, possiamo avere più risorse di quante ne immaginiamo.

Cosa ne pensate?

A domani per il prossimo.

Di seguito riporto i punti precedenti:

– Problema
Sembra quasi banale che nell’affrontare una questione sia necessario individuare il problema… ma siamo così sicuri che tale problema sia così “evidente”?
Se la questione sono delle eventuali liti ricorrenti con il partner, siamo sicuri che il “problema” risieda solo in lui oppure solo in noi? Cosa possiamo fare per iniziare, intanto, a individuarlo bene?

– Emozioni
Marinoff individua questo punto come “fare l’inventario delle emozioni suscitate dal problema. Si tratta di una resa dei conti interiore. È indispensabile esperire sinceramente le emozioni e incanalarle costruttivamente. (…) Le emozioni sono probabilmente una combinazione di dolore, rabbia e tristezza, ma può capitare di dover compiere un certo lavoro per arrivare a questa conclusione.”
Cosa può significare “incanalarle costruttivamente”?…
Quando siamo “sotto scacco” da dolore, rabbia, tristezza, ecc. molto spesso non riusciamo a vedere bene cosa “veramente” c’è dietro.
Quindi, quella “resa dei conti interiore”, può veramente essere utile… ai fini di una incanalazione costruttiva.

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28 Comments

  1. Emozioni.. riconoscere, elaborare… ok ci sono.. il giusto distacco per vederle da un altro punto di vista.. ecco qui devo lavorare.. non fermarmi al primo ostacolo..
    Risorse venite a me!!!
    Buongiorno Franco!!

  2. Buongiorno Franco!

  3. Il gioco del distacco delle Emozioni lo faccio fin da bambina, spesso mi hanno aiutato a superare dei momenti Duri, ma da Grande questo gioco si è rivelato un cappio in Gola. Oggi lo faccio guardando il problema dall’altro con Consapevolezza e quando mi riesce è Fantastico, ma quando non mi riesce Bene, arriva un po’ d’ansia ma l’Amo è Lei mi ripaga di Grande Energia …. Basta affrontarla di Petto!!

    • Ecco… quello che hai scritto può essere un buon metodo per sentirsi liberi nell’analisi. Una volta che le “emozioni” sono state “comprese” posso non rimanerne sotto “scacco” ed avere più possibilità. Forse puoi prestare un po’ di attenzione alla fase di “ansia” sapendo che può arrivare e ricordandoti delle volte in cui comunque è stata passata. Ciao Giusy! Buona giornata.

  4. Se subentra l ansia io penso sia per il fatto che abbiamo paura di non riuscire a risolvere il problema e che potrebbe essere che abbiamo paura delle nostre emozioni che tale problema ci scatena…

    • Interessante come riflessione Rosanna. Si, in qualche modo potrebbe diventare un circolo vizioso che ci sofferma su un “qualcosa” che abbiamo già passato. È per quello che in questa fase di “Analisi” è importante che le emozioni siano state “incanalate” nel modo giusto per avere la possibilità di essere più “liberi” nel trovare delle possibili soluzioni. Grazie e buona giornata!

    • Grazie mille Franco

    • A te Rosanna!

    • Buona giornata

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