“Non credo che la sofferenza da sola insegni. Se bastasse la sofferenza ad insegnare, tutto il mondo sarebbe saggio, visto che tutti soffrono. Alla sofferenza bisogna aggiungere l’elaborazione, la comprensione, l’amore, l’apertura e il desiderio di rimanere vulnerabili.” (Anne Morrow Lindbergh)

Posted on Mag 30, 2017 in +100 Like FB, Blog, Riflessivo | 99 comments

“Non credo che la sofferenza da sola insegni. Se bastasse la sofferenza ad insegnare, tutto il mondo sarebbe saggio, visto che tutti soffrono. Alla sofferenza bisogna aggiungere l’elaborazione, la comprensione, l’amore, l’apertura e il desiderio di rimanere vulnerabili.” (Anne Morrow Lindbergh)

"Non credo che la sofferenza da sola insegni. Se bastasse la sofferenza ad insegnare, tutto il mondo sarebbe saggio, visto che tutti soffrono. Alla sofferenza bisogna aggiungere l'elaborazione, la comprensione, l'amore, l'apertura e il desiderio di rimanere vulnerabili." (Anne Morrow Lindbergh)

“Non credo che la sofferenza da sola insegni. Se bastasse la sofferenza ad insegnare, tutto il mondo sarebbe saggio, visto che tutti soffrono. Alla sofferenza bisogna aggiungere l’elaborazione, la comprensione, l’amore, l’apertura e il desiderio di rimanere vulnerabili.” (Anne Morrow Lindbergh)

Pochissimo da aggiungere…
Molto intensa come riflessione…
Vorrei solo porre l’attenzione sul “rimanere vulnerabili”…
Generalmente dopo una sofferenza si cerca di “proteggersi” sempre di più…
Di creare quasi dei muri invalicabili che ci permettano di non soffrire più… E questo è un processo naturale.
Ma questi muri, alla lunga, potrebbero isolarci dal resto del mondo, dal resto delle emozioni, sentimenti e chissà che altro…
Ed allora la domanda/provocazione potrebbe diventare…
Meglio “vulnerabili” o “protetti”?
Cosa ne pensate?
Buona giornata!

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99 Comments

  1. Meglio entrambi! Esiste un tempo in cui la protezione è sopravvivenza! Ma non possiamo rimanere nascosti per sempre.. esiste un tempo in cui si esce dal buco ,si fa capolino e ci si espone di nuovo ci si rende ancora vulnerabili, ma anche questo è sopravvivenza!! Perché rimanere chiusi ci rende affamati, il digiuno di sentimenti ci spinge a cercarne ancora..magari con una consapevolezza elaborata..
    Bella riflessione Franco!! Buongiorno

    • Buongiorno Daniela! Bella l’immagine del far capolino… ed è proprio quello che facciamo una volta che abbiamo ripreso un minimo di forze. Potrà succedere ancora, ma la voglia di sentirsi alla “luce” è propria di quella consapevolezza elaborata. Grazie! Buona giornata.

  2. Alla frase “desiderio di rimanere vulnerabili” io sostituirei con “ferma volontà di essere è restare perennemente forti e assolutamente non vulnerabili”

    • Conoscendo il tuo percorso Barbara è più che comprensibile che in questo momento tu senta il bisogno di mettere quella postilla finale. Ed è giusto così. È il momento di riprendere le forze e di capire se il “mondo esterno” è solamente pericoloso.

    • Al 95 per cento. Se qualcuno è davvero interessato.. la muraglia che ho duramente costruito la sbriciola un poco alla volta

    • Ed è già una prima “apertura”…

    • Finora c’è riuscito solo uno e ha fatto più male che bene. Buona giornata

    • Comprendo…

    • La muraglia ora supera in lunghezza e altezza persino quella cinese

    • Comprensibile Barbara…

  3. Il problema è che quando ci si chiude per non sentire le emozioni che provocano dolore, si chiude tutto e non si sentono più nemmeno le emozioni che gratificano, come gioia, amore, gratitudine…

    • Vero Rosanna… ci isoliamo al “tutto”… ed alla lunga potremmo inaridirci..

  4. È necessario un lungo percorso di crescita per ricominciare a sentire..

    • Si… è un bell’impegno, ma ne puoi valere veramente la pena. Buona giornata!

  5. Concordo : ) il difficile non sta nel soffrire ma nel sapere che soffrirai e rimanere aperto …

    • Vero Donatella… Ed è una bella consapevolezza quella che hai scritto… nel cercare di rimanere aperti a tutto quello che i sentimenti possono offrire. Grazie e Buona giornata!

    • Ho fatto tanta pratica… grazie anche a Lei

    • Si percepisce bene dal commento…

  6. Buongiorno Franco, quel rimanere vulnerabili di cui fa cenno Anne lindelberg, mi da più l’idea che intendesse fare appello al grado di innocenza che abbiamo da bambini: non si tratta di ingenuità, bensì di quella predisposizione a manifestare lo stupore e l’affidamento alla vita, nonostante il dolore. Ciò implica che non c’è un proteggersi (il dolore è sempre e comunque trasformativo) bensì una accettazione consapevole di ciò che non si può cambiare.

    • Buongiorno Sara. È una bella integrazione quella che metti! In effetti il rimanere “liberi” nell’accettare quello che la vita ci propone ci mette proprio nella condizione dell’innocenza del bambino con in più la consapevolezza dell’adulto che conosce la trasformazione “tramite” il dolore… grazie!

    • Prego, grazie a te che mi hai offerto l’occasione di parlare dell’innocenza che è un aspetto importante per l’evoluzione dello spirito. ☺

    • vero Sara…

  7. Il problema è che ci hanno insegnato molto bene a vivere nella sofferenza e spesso e volentieri ci stiamo bene li perché fa paura cambiare. Ma siamo fatti per vivere nella gioia sempre…basta aprire il cuore.

    • Vero Enza… molto spesso, in modo paradossale, diventa una zona di comfort… e come in tutte le cose, un piccolo passo iniziale ci permette di “aprirsi”… grazie e buona giornata.

    • Prego . Buona giornata anche a te

  8. Buongiorno Franco, mentre ero in sofferenza non capivo, che essa dopo dovevo migliorare la mia situazione, ribadisco in quell momento il dolore occupava tutto mio essere, non capivo niente, quando sono ritornata in se, ho fatto una valutazione di tutto, mi sono detta Paula tu vali cambia!!! Cosi piano, piano strada faccendo ho fatto, percorso duro pero soddisffatto!!!! La sensibilita, gran cuore, porta a tutti revisionare la vita, en continuazione!!!!❤

    • È vero Paula. Quando siamo dentro la sofferenza diventa difficile capire e vedere come uscirne… poi, può accadere in un attimo che prendiamo consapevolezza ed inizia il cambiamento… come è successo a te! Buona giornata.

  9. Buongiorno, Sara!!!❤

  10. ne vulnerabili ne protetti, ma più coscienti!

  11. Essere vulnerabile mi dà la possibilità di accogliere di essere aperta al nuovo e nel momento in cui riesco ad osservarmi dentro questa vulnerabilità guadagno spazio e la guarigione ha inizio…

    • Che bella come riflessione Paola… e nel rimanere aperti si possono accogliere tante cose che altrimenti non potremmo sperimentare…

  12. Vulnerabilità, lei che si perde e poi si ritrova…

    • Vero Annalisa… quando si decide di mettere e togliere la corazza… buona giornata.

  13. Bellissima ed intensa citazione. L’ho riletta più volte, mi è appartenuto per parecchio tempo, questo processo sofferenza/difesa. Il lavoro successivo è stato lungo, un po’ come ritornare a vivere un po’ alla volta e forse, in alcuni momenti, tiro su ancora qualche difesa. Mi ricorda un tuo passato post. L’immagine era di un uomo che in piedi sopra alla sedia guardava oltre il muro, bellissimo!!

    • Vero!… È molto simile come concetto… Una volta che ci sentiamo nuovamente “pronti” possiamo abbattere quel muro per potersi permettere ancora una volta di sperimentare quello che la vita ci offre…

  14. Che dire ancora a volte i muri servono ma la vera sfida è vivere essendo consapevoli dei propri sentimenti emozioni limiti lati deboli meditandoli e cercando di dare una svolta positiva a ciò che ci accade il che non è facile perché bisogna fare un cammino di consapevolezza interiore però ce la possiamo fare così diventeremo più forti anche nei nostri punti vulnerabili….

  15. Io di muri ce lo mesi da tanto meglio ,,protetti”(se meti questi due segni ,,”tanto proteta non ci sei,direi isolata,allora meglio ,,vulnerabile”)bella reflessione Counselor propio oggiBuon pomeriggio!!!!

  16. Una forte personalità, un po’ di sano egoismo,una mente calcolatrice, lo stare con i piedi a terra,furbizia,amarsi tanto. Queste sono le “qualità che rendono un individuo meno vulnerabile.Io non credo di averle,mi sento un po’ come un fuscello in balìa dei venti,è molto facile ferirmi.”sento”avverto “tutto

    • Ed “proprio” delle persone sensibili Maria l’avvertire molte cose… L’essere “invulnerabile” ci può mettere in una condizione di “isolamento” anche dalle cose belle…

  17. Grazie !!!!!

  18. La sofferenza, se elaborata nel modo giusto, insegna. Insegna a non essere vulnerabili, e ad aprirsi al prossimo e alla vita!

    • Ed a quel punto l’apertura è “goduta” appieno proprio per la consapevolezza acquisita in quella sofferenza… Grazie Ornella.

  19. Vulnerabili consapevoli

  20. Sapendo e considerando che tutto cambia si trasforma evolve ed è mistero meglio la vulnerabilità uguale o circa a possibilità..

  21. Agiungo alla sofferenza, per me superare me in migliore percorso per raggiungere felicita idem serenita!!!!!❤ buon pomeriggio e sera Franco!!!

    • … per non smettere mai di “scoprire” ciò che ci può far “crescere”… Buon pomeriggio Paula!

  22. La sofferenza insegna, eccome insegna… cadi per terra ti fai veramente male, ma quando ti rialzi sei più forte di prima, pronto ad affrontare di nuovo la vita per raggiungere finalmente, quella felicità che ti aspetta dietro l’angolo.
    Buon pomeriggio, Franco!!

    • Concordo in pieno Fiorella… sembra quasi che per certe nostre “scoperte”, talvolta diventino “evidenti” solo dopo aver sperimentato una sofferenza…

  23. Vulnerabili

  24. Evoluti

  25. Quando le sofferenze sono tante, magari sovrapposte e lunghe nel tempo, alzare le difese diventa un automatismo. Cosa ci salva è preservare e lavorare sulla nostra spiritualità, mantenerla il più possibile al di sopra dalle “umane sofferenze”. È difficile, quando si soffre si possono raggiungere livelli bassi di umanitá, quasi bestiali. La spiritualità ci salva da tutto questo pantano e ci permette di mantenere qualche apertura nella difesa. Come sempre, mi ritrovo in una possibile via di mezzo, anche se difficile, visto il tema, mi piace pensare ad una difesa….vulnerabile.

    • Profonda come riflessione Concetta… Ed è bello leggere di come riesci a coniugare i due “estremi”. Eh si, molte volte ci troviamo in quella “terra di mezzo” e la difesa vulnerabile è un ottimo “compromesso” che ci permette di essere aperti al “nuovo”.

    • Grazie Franco, non ci riesco sempre, come vorrei, ma ci provo costantemente ❤️🌹🥂

  26. Protetti,, Capitano! Protetti dal nostro istinto ed intuito! Protetti dal nostro “buon senso”! Intelligentemente attenti a “proteggere” le .nostre “vulnerabilità”! Bodyguard di noi stessi…unici ed irripetibili!!!

    • 😁 Bella come immagine Marina!!! Mi piace il bodyguard di noi stessi!!! Anche perché quel “buon senso”, è in grado di permetterci quel grado di “vulnerabilità” per godere delle emozioni!

    • Certo, Capitano!….emozioni indispensabili, specie per persone ricche di sensibilità!!🎀❤🎀

    • Sisisisisisisi!

  27. La dualità ha proprio questo scopo..e la sofferenza si è offerta come rimedio.. essere chi non siamo..per capire cosa siamo veramente

    • Che bella come lettura Elena… ed è una “possibilità” che possiamo “usare” al meglio… Buongiorno!

  28. Ma la mia di felicità dopo la sofferenza è rimasta nascosta in qualche angolo ? Avrei fatto volentieri a meno di soffrire perché il soffrire non insegna proprio nulla se non renderti più debole e vulnerabile .

    • Forse, potrebbe essere “mancata” una “giusta” elaborazione Maria… ma non conoscendo il tuo vissuto, mi fermo al “forse”…

    • Franco Bazzini per essere più felice intendi? “Forse “, ma non sono tra coloro che credono che la felicità passi tramite la sofferenza che in quanto tale, crea solo danni . Meglio il “forse “.

    • Ed allora lasciamo il “forse”!…

    • Franco Bazzini 😘💕si

  29. Condivido Franco!Buona serata

  30. Stupenda

  31. Meglio la vulnerabilità sempre … le ferite fisiche guariscono all’aria aperta

  32. Meglio vulnerabili, sicuramente. Non alzeremo barricate o muri per impedire che ci feriscano. Verremo feriti sicuramente, ma questo ci permetterà di trovare nuove energie interiori per continuare a vivere in maniera serena nei confronti di chi incontreremo ogni giorno sul nostro cammino.

    • Molto bella come riflessione Rosa… permettendoci così di rimanere “aperti”…

  33. La sofferenza è anche vulnerabilità,diremo paura del presente.MA bisogna affrontarlo,la vita non si ferma,continua,e ti rialzi più sicura.

    • Vero Teresa… è paura di un qualcosa di “indefinito” che potrebbe anche bloccare… ed affrontandolo si riesce a rimanere “aperti”…

  34. Rimanere vulnerabili vuol dire continuare a vivere… Ognuno ha passato momenti di sofferenza per una ragione o per l’altra. Cancellarla è “quasi” impossibile, ma bisogna guardare avanti, “accettare” la situazione, nei suoi lati negativi e positivi, tirare fuori il coraggio ed essere sempre positivi verso la vita.

    • Vero Daniela… È proprio lì la possibilità di continuare a “vivere”, a potersi permettere di rimanere “aperti” a tutto quello di nuovo potrà avvenire.

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