Elisabetta Sirani – “Portia che si ferisce alla coscia”

Posted on Mag 31, 2017 in Arte e dintorni, Blog, Pittura | 25 comments

Elisabetta Sirani – “Portia che si ferisce alla coscia”

Elisabetta Sirani - “Portia che si ferisce alla coscia”

Elisabetta Sirani – “Portia che si ferisce alla coscia”

Per un approfondimento sull’artista:
https://it.wikipedia.org/wiki/Elisabetta_Sirani

Marina Novelli
www.marinanovelli.it

Elisabetta Sirani e’ stata una figura di primo piano nella cultura bolognese gia’ prima della sua precoce morte, avvenuta all’eta’ di soli ventisette anni; in arte possiamo definirla la diretta erede del gran genio di Guido Reni e venne sepolta infatti nella sua stessa tomba.
Questa mirabile opera “Portia che si ferisce alla coscia” ci narra un episodio storico, quando cioe’ all’avvicinarsi dell’ assassinio di Cesare, Portia si accorge del profondo ed intimo turbamento di Bruto, suo marito. Al fine di mettere alla prova la propria forza di carattere e prima di chiedergli le ragioni delle sue preoccupazioni, Portia prende un coltello e si ferisce una coscia. Bruto si precipita da lei chiedendole la ragione di un simile gesto ed ella risponde che lei Portia, figlia di Catone, era entrata nella di lui casa non solo per dividere le gioie del letto e della tavola, come avrebbe fatto una concubina, ma per essergli compagna sia nella gioia che nel dolore, quindi come avrebbe egli potuto trarre vantaggio da quella unione se non fosse lei stata partecipe alla condivisione di segrete angosce e preoccupazioni, dove fosse necessaria la di lei fedelta’?
Sebbene la natura delle donne sia, da sempre, stata giudicata debole ed inadatta a custodire un segreto, lei si dichiarava dotata di una buona educazione e di conseguenza avrebbe fatto leva su di essa e sulla forza della natura delle persone per bene. Dato che era figlia di Catone e moglie di Bruto, non soli su questa responsabilita’ si sarebbe appoggiata, ma ora, non si sarebbe fatta vincere neanche dal dolore fisico…grande esempio di “immolazione”! Quindi mostra a Bruto la sua ferita…mostrandogli inoltre la sua grande prova di coraggio. Bruto rimasto profondamente colpito e medicata la ferita, le confida la congiura per l’assassinio di Cesare.
Elusabetta Sirani scelse questo episodio, tratto dalla storia antica, al fine di porre al centro dell’attenzione il coraggio e l’eroismo di una donna, soggetto questo piuttosto raro nella storia dell’arte; Elisabetta infatti era dedita alla ricerca di episodi storici che ponessero la donna al centro dell’azione, proponendo il tutto con grande maestria pittorica ed una innata cura nei dettagli e particolari.
Bella l’espressione risoluta di Portia che solleva il braccio destro mentre afferra il coltello che le trafiggera’ la coscia…pronta ad affrontare il dolore…dolore che la riscattera’ agli occhi di Bruto, suo marito, dandogli prova della sua assoluta dedizione alla condivisione. Una femminista ante litteram…una decana della parita’ dei diritti e dei doveri…una precorritrice delle “suffragette” e dei loro importanti movimenti femminili?
Mi affascina notare quanto, nella sua pittura, Elisabetta Sirani rifletta il suo latente bisogno di far riscatrare le sue necessita’ di giovane donna…con lo sguardo puntato diritto e fermo sul futuro!

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25 Comments

  1. Elisabetta Sirani e’ stata una figura di primo piano nella cultura bolognese gia’ prima della sua precoce morte, avvenuta all’eta’ di soli ventisette anni; in arte possiamo definirla la diretta erede del gran genio di Guido Reni e venne sepolta infatti nella sua stessa tomba.
    Questa mirabile opera “Portia che si ferisce alla coscia” ci narra un episodio storico, quando cioe’ all’avvicinarsi dell’ assassinio di Cesare, Portia si accorge del profondo ed intimo turbamento di Bruto, suo marito. Al fine di mettere alla prova la propria forza di carattere e prima di chiedergli le ragioni delle sue preoccupazioni, Portia prende un coltello e si ferisce una coscia. Bruto si precipita da lei chiedendole la ragione di un simile gesto ed ella risponde che lei Portia, figlia di Catone, era entrata nella di lui casa non solo per dividere le gioie del letto e della tavola, come avrebbe fatto una concubina, ma per essergli compagna sia nella gioia che nel dolore, quindi come avrebbe egli potuto trarre vantaggio da quella unione se non fosse lei stata partecipe alla condivisione di segrete angosce e preoccupazioni, dove fosse necessaria la di lei fedelta’?
    Sebbene la natura delle donne sia, da sempre, stata giudicata debole ed inadatta a custodire un segreto, lei si dichiarava dotata di una buona educazione e di conseguenza avrebbe fatto leva su di essa e sulla forza della natura delle persone per bene. Dato che era figlia di Catone e moglie di Bruto, non soli su questa responsabilita’ si sarebbe appoggiata, ma ora, non si sarebbe fatta vincere neanche dal dolore fisico…grande esempio di “immolazione”! Quindi mostra a Bruto la sua ferita…mostrandogli inoltre la sua grande prova di coraggio. Bruto rimasto profondamente colpito e medicata la ferita, le confida la congiura per l’assassinio di Cesare.
    Elusabetta Sirani scelse questo episodio, tratto dalla storia antica, al fine di porre al centro dell’attenzione il coraggio e l’eroismo di una donna, soggetto questo piuttosto raro nella storia dell’arte; Elisabetta infatti era dedita alla ricerca di episodi storici che ponessero la donna al centro dell’azione, proponendo il tutto con grande maestria pittorica ed una innata cura nei dettagli e particolari.
    Bella l’espressione risoluta di Portia che solleva il braccio destro mentre afferra il coltello che le trafiggera’ la coscia…pronta ad affrontare il dolore…dolore che la riscattera’ agli occhi di Bruto, suo marito, dandogli prova della sua assoluta dedizione alla condivisione. Una femminista ante litteram…una decana della parita’ dei diritti e dei doveri…una precorritrice delle “suffragette” e dei loro importanti movimenti femminili?
    Mi affascina notare quanto, nella sua pittura, Elisabetta Sirani rifletta il suo latente bisogno di far riscatrare le sue necessita’ di giovane donna…con lo sguardo puntato diritto e fermo sul futuro!

    • Molto intenso come dipinto Marina e molto bello il tuo inquadramento… Quello che mi ha colpito è proprio questo senso di ferma determinazione nel gesto… Quel volto deciso e quei colori forti attorno che rendono il tutto più drammatico… Non conoscevo per niente l’artista e devo dire che è stata una piacevolissima scoperta!… Grazie!

    • È sempre entusiasmante leggere le tue descrizioni… uno sguardo a quello che scrivi cercando nel dipinto quelle sensazioni. Si percepisce bene la determinazione dell’atto drammatico..
      Buon pomeriggio Marina Novelli!

    • Grazie Daniela carissima! Felicissima di averti trasmesso una emozione!…ed in arte ve ne sono tante…davvero tantissime!🌸🌼🌞🌼🌸

    • E visto che Franco ti descrive gli adesivi… snoopy con.un cuore!!

    • sisisisisisisisi!

  2. I artisti non muorirano mai in questo mondo…merveilleuse quadro…la donna amore della vita,ferita sopravvive …ti saluto signor Franco!

  3. Precursore della balena blu?

  4. E’ un fatto storico, come storica e’ la congiura e l’uccisione di Giulio Cesare…l’artista in questo caso e’ “l’ambasciator che non porta pena”…ogni artista, come ogni poeta, decide di commemorare o evocare qualcosa…lei, sceglieva temi storici, dove sempre erano presenti, forse, i prodromi di una rivalsa femminile…e perche’ quelle che erano tacciate di stregoneria o quelle che venivano arse vive…allora andavano bene? Non ho dato un giudizio di valore o comportamentale nel mio breve testo…ma ho riportato il fatto. Personalmente mi sarei comportata diversamente…cioe’ avrei cercato di evitare l’uccisione di Giulio Cesare…ma lo posso dire oggi pero’! Bisogna vedere a quel tempo, cio’ nell’Antica Roma quanto potesse essere influente il parere, il giudizio o il punto di vista di una donna!!! Non ci dimentichiamo infatti che sono strascorsi secoli…anche se vive sempre “corso e ricorso storico”. Inoltre Judith Leyster e’ nativa dei Paesi Bassi, dove l’emancipazione femminile ha sempre camminato diversi passi avanti alla nostra cultura. Personalmente…a me piace la galanteria dell’uomo chr si evince gia’ da quando ti apre lo sportello della sua auto…ora pero’ vi auguro una piacevole serata e vado a mangiarmi uno straordinario gelato!!!❤❤Adoro le dolcezze!!! Ah ah ah!!!

    • Attenta alla forma 😊😊😊

    • E’ la forma che mi indica il contenuto!!!
      Praticamente Portia ( per chi non lo sapesse si pronuncia Porzia dato che e’ latino) avrebbe detto al marito: ” Guarda che…se tu sei Bruto (di nome e di fatti!), io non ho paura di soffrire!!! Credo proprio che Bruto…dato il suo caratterino…se la sua fatta nei pantaloni…beh! siamo nell’antica Roma…allora nelle “braghe”!!!Ah ah ah!!!🌸🌼🌞🌼🌸

    • Comprendo il suo gesto inserito nel contesto storico, ma non lo trovo giusto 😊

    • Neanche la morte di Giulio Cesare e’ giusta…pero’ e’ avvenuta! L’artista qui ha solo voluto evocare un accadimento storico…senza giudizio morale o di valore! Porzia con il suo gesto ha mostrato che sarwbbe stata pronta a tutto…anche a farsi del male da sola…e Judith ha voluto immortalarla…la dimostrazione e’ nel fatto che ancor oggi pochi sanno chi fosse Porzia…ma se qualcuno vede il quadro…se lo domanda!!!

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